L' immigrazione odierna in Europa - di Chiara Lunghi

L' immigrazione in Europa, o emigrazione dai paesi africani e asiatici, è un fenomeno in costante crescita ed è causato  principalmente dalle guerre (come per esempio quella in Siria) e dalle persecuzioni. Innanzitutto la parola migrazione è definita come trasferimento temporaneo o permanente di persone in un paese diverso da quello d'origine.
I paesi coinvolti in questa grande emigrazione appartengono all'Africa subsahariana come l'Eritrea, la Nigeria e lo Stato del Gambia, all'Africa sahariana come il Sudan e il Mali, o al Medio Oriente e all'Asia come la Siria, l'Afghanistan e il Pakistan.
Un altro motivo che spinge le persone ad emigrare è l'avanzata del terrorismo. I terroristi compiono ripetute stragi (inviando uomini armati o kamikaze nei territori confinanti a quelli conquistati) e devastano intere regioni per spaventare la gente. Il loro principale scopo è quello di indurre le persone con la paura a convertirsi all'Islam e al loro modo di pensare.
Per questi gravi problemi in patria moltissima gente decide di scappare in Europa pagando un prezzo elevatissimo per il viaggio e rischiando la vita. Per arrivare nel nostro continente i migranti sono obbligati a sbarcare nei paesi meridionali come l'Italia, la Grecia e la Spagna poiché sono le rotte più vicine. L' intenzione di molti di loro è di raggiungere la propria famiglia nei paesi settentrionali, ma tanti desidererebbero raggiungere i paesi del Nord anche perché questi ultimi possono offrire maggiore disponibilità di posti di lavoro e non sono penalizzati dalla forte crisi economica come al Sud.
Quando i migranti arrivano nel nostro paese vengono accompagnati nei centri di accoglienza per essere identificati  e trattenuti in attesa di un visto per andare nel Nord Europa oppure, se ne hanno i requisiti, di ottenere lo status di rifugiato.
Purtroppo i centri di accoglienza sono in condizioni pessime: mancano cibo, vestiario e oggetti per l' igiene personale, poiché il governo li aveva organizzati prevedendo meno persone di quelle che sono arrivate.
Ogni giorno giunge nell'Europa meridionale un numero talmente elevato di persone che i singoli paesi che li accolgono non riescono a far fronte all'intero problema. Per questo motivo è giusto che venga coinvolta in aiuto l'intera Europa e i costi per l'accoglienza suddivisi tra gli Stati.
 Negli ultimi giorni in Germania si stanno diffondendo atteggiamenti razzisti contro i profughi: alcuni tedeschi hanno bruciato case destinate ai migranti. Anche l'Ungheria non è favorevole alla loro accoglienza e ha alzato un muro sul confine meridionale per evitare che entrino nel paese.
In ugual modo in Italia qualcuno è contrario alla presenza dei migranti. Sui giornali infatti mi capita di leggere di politici ostili all'accoglienza dei migranti e dicono “ prima gli italiani”. Penso che sia profondamente scorretto poiché i profughi sono persone come noi che, non per loro colpa, vivono in condizioni pessime e per di più rischiano la vita per raggiungere l'Europa. Inoltre trovo che la decisione di lasciare il proprio Paese sia già terribile di per sé, ma sono ancora più terribili i motivi che spingono questa povera gente a scappare. Ancora prima della partenza la situazione è già critica: infatti chiunque voglia emigrare deve pagare qualche migliaia di euro per un viaggio in condizioni disumane, senza igiene né privacy.
A complicare la situazione ci sono gli scafisti, dei criminali che approfittano delle necessità dei migranti di essere accompagnati nella traversata e addirittura abbandonano queste imbarcazioni di fortuna prima che esse raggiungano la riva. Gli scafisti, infatti, rischierebbero di essere arrestati se sbarcassero insieme ai profughi.  
L'obiettivo dei profughi è l'integrazione, che è molto complicata quando i essi provengono da una cultura molto diversa dalla nostra.
Mi rendo conto che trovare una soluzione in tempi rapidi è difficile, ma la strada più giusta da percorrere è la collaborazione tra i governi europei. Solo cosi si potrà sperare di identificare una soluzione condivisa da tutti gli Stati e i profughi potranno beneficiare di una migliore accoglienza e distribuzione sul territorio.
Non dobbiamo dimenticarci che per secoli l'Italia è stata una terra di migranti verso le Americhe, quindi sarebbe giusto non disprezzare i profughi, persone non diverse dai nostri antenati.
CHIARA LUNGHI 1A

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