L'ombra del vento di Carlos Ruiz Záfon - di Federico Dellabianca

Quest'estate ho scelto di leggere L'ombra del vento di Carlos Ruiz Záfon, autore che ho già avuto modo di conoscere in passato.
Era il 1945 ed era appena iniziata l'estate quando un giorno come tutti gli altri il padre di Daniel lo porta in un luogo a dir poco surreale ai suoi di giovane adolescente. Il cimitero dei libri dimenticati. Non era altro che un'immensa libreria piena di scaffali dei quali non riusciva a vedere la fine, alti fino quasi al soffitto e ricoperti di libri. Lì Daniel trova un libro che cambia il corso della sua vita dandogli modo di scoprire sconcertanti verità nascoste riguardo all'autore del romanzo. Legge 'La sombra del viento' in una notte e negli anni successivi viene trascinato in un labirinto di intrighi e segreti ormai nascosti dalla nebbia che copriva costantemente le strade di Barcellona.
Ormai sono passati diversi anni. È quasi maggiorenne e mentre la sua ossessione verso Julian Carax, l'autore di quel libro maledetto, si fa sempre più forte, Daniel affronta i normali problemi di ogni adolescente avendo discussioni molto forti con il padre e relazionandosi con una ragazza più grande di lui. Un po' alla volta si va strada verso la verità grazie a preziosi aiuti che gli vengono forniti nel corso della sua avventura tra le vie buie della città spagnola. Scoprirà un'intricata ragnatela di menzogne e segreti che lo porteranno a scontrarsi al fianco dello scrittore che ha ammirato durante gli ultimi anni. L'ombra del vento è un romanzo meraviglioso dove anche le sottotrame hanno una sottotrama. Man mano che andavo avanti con le pagine la storia si faceva sempre più complicata e piena di sfaccettature che non facevano altro che aumentare la mia curiosità. È un libro in cui da una parte vorresti andare a leggere direttamente le ultime pagine per sapere subito come andrà a finire e dall'altra non vedi l'ora che la nebbia intorno al mistero si faccia sempre più fitta.
Federico Dellabianca

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