“Storia di una ladra di libri” dI Markus Zusak - di Aleksandro Aliaj


Le mie riflessioni sul romanzo “Storia di una ladra di libri” dI Markus Zusak
Durante il 1939 in Germania il Nazismo sta facendo molte vittime e la protagonista Liesel Meminger è una bambina che riesce a vedere la realtà attraverso i suoi libri. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel raccoglie un libro nascosto nella neve, lo ruba e lo porta con sé. Così ruba il suo primo libro che diventerà un amico prezioso nei momenti difficili che affronterà per colpa della guerra e Liesel, da lì in poi, diventerà una piccola ladra di libri che userà come un talismano contro l’orrore che la circonda. Sarà il suo padre adottivo a insegnarle a leggere e ben presto da sola diventa più temeraria sottraendo i libri ai roghi nazisti e rubando dalla biblioteca immensa della moglie del sindaco, intervenendo così tutte le volte che c’era un libro da salvare. Proprio così, il suo intento non è rubare, ma salvare quelle opere preziose di cui qualcuno vuole disfarsi, e con le parole dei libri vuole proteggere sé stessa e le persone che ama. Infatti Liesel col potere delle parole e con la capacità dei libri di nutrire lo spirito proverà a tenere in vita un ebreo che la sua famiglia adottiva nasconde nella sua cantina.
Per me è un libro toccante e potente che parla di come una bambina riesca a trovare salvezza nelle parole dei libri anche nei momenti tragici e oltre al potere della parola, è commovente scoprire che anche nella realtà più crudele si può nascondere la gentilezza. Il romanzo fa riflettere e comunica un messaggio preciso: dagli orrori dell’uomo è possibile uscire attraverso la memoria e il sapere. Infine grazie alle parole è possibile immaginare mondi fantastici, è possibile viaggiare col pensiero ed evadere dalla realtà e anche la storia insegna che la letteratura è sopravvivenza.
Aleksandro Aliaj

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