The giver di Lois Lowry - di Virginia Barsanti

Dei libri che ho letto durante queste vacanze estive uno in particolare mi ha molto affascinato.
Questo romanzo di fantascienza distopica si intitola “The Giver – Il donatore” di Lois Lowry, nata alle Hawaii nel 1937.
Spesso mi chiedo come sarebbe vivere in un mondo perfetto; dove la sofferenza il dolore la perdita non esisterebbero, ma ciò significherebbe rinunciare a tutte le altre emozioni. Dunque mi domando se fossi disposta a rinunciare ad amare, a essere libera di scegliere quale strada intraprendere da grande…
Sono riuscita a comprendere come si vivrebbe in un mondo così grazie a questo libro che mi ha messo di fronte alla storia di Jonas, un ragazzo di 12 anni che vive in una società in cui sono state eliminate le emozioni negative, gli impulsi sessuali, la guerra e anche il naturale arbitrio umano che porterebbe altrimenti a scelte sbagliate.
Una società in cui il potere decisionale di ogni persona è affidato agli anziani della comunità.
Non esistono famiglie ma unità famigliari, infatti ad ogni coppia vengono affidati due bambini, un maschio e una femmina.
Nella “cerimonia dei dodici”, viene assegnato il lavoro che ogni dodicenne svolgerà per il resto della vita.
“Accoglitore di memorie” è l’onorevole incarico che viene assegnato a Jonas. Egli dovrà ricevere tutte le memorie dell’umanità dal “Donatore”, l’anziano che lo ha preceduto, provando sulla propria pelle un terribile e misterioso dolore ma anche nuovi sentimenti mai provati prima.
Il congedo di cui ha sentito parlare altro non è che una forma di eutanasia praticata nei confronti dei neonati più deboli e degli anziani.
Jonas rimarrà frustrato (amareggiato) da questa verità sconvolgente, non riuscendo ad accettare di esserne parte integrante.
Questo libro mi ha fatto molto pensare sulle riflessioni, prima citate, e sono arrivata alla conclusione che per quanto vorrei non provare più sofferenza, dolore per la perdita di persone care non rinuncerei mai all’amore, all’affetto, al calore di ogni singolo abbraccio, alla possibilità di poter prendere delle decisioni e sbagliare; perché credo che ogni persona debba essere protagonista della propria vita, nessun’altro può permettersi di scegliere al posto tuo.
Virginia Barsanti

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